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Ho voluto realizzare questo
piccolo libro su Nennolina con il cuore di chi, pur non avendola
conosciuta, ha imparato ad amarla. Guardando la sua foto,
regalatami dalla sorella Margherita, non ammiro solo la bellezza
di questa bimba, perché non è una semplice bellezza
fisica, ma una bellezza che traspira dalla pelle e si riflette
nei suoi dolci occhioni neri.
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| La lampada e
il giglio |
E' la presenza dello Spirito Santo, dell'Eucaristia che la
rende meravigliosamente dolce. Che dono di Dio alla sua Chiesa
! Un angelo, un vero angelo in carne ed ossa. In quei suoi
occhi si riflettono come luci un grande sorriso e una pienezza
di gioia.
Nella sua piccolezza, nella sua fanciullezza, si è
incarnato ciò che dice Gesù: "Io ti
rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai
nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate
ai piccoli. Sì, Padre, perché così ti
è piaciuto" (Lc. 10, 21).
Gesù rende grazie al Padre perché si è
deliziato dei piccoli. "Ma Dio ha scelto ciò
che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio
ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere
i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile
e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre
a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa
gloriarsi davanti a Dio". (I Cor 1,27-28)
Tutto torna: Gesù dice di essere venuto per i piccoli,
i poveri, i malati. Ed ecco, allora ! Nel Vangelo coloro che
si sono rivolti a Gesù si sentivano umili, cioè
piccoli, nullità, e Lui li ha resi forti. D'altra parte
è quello che è accaduto a Maria: "Ha
guardato all'umiltà della sua serva" (Lc 1,48).
Dio sceglie una donna del villaggio di Nazareth per fare
grandi cose ! Dio sceglie la piccola Nennolina per fare, per
mezzo di lei, grandi cose nella straordinarietà del
suo quotidiano, della sua malattia, nella sua santa famiglia.
La famiglia Meo ha preso esempio forte da quella di Nazareth.
Lì Nennolina ha imparato ad amare Dio, Gesù,
lo Spirito Santo, Maria. E' lì all'interno di questa
casa ch'è stata catechizzata; lì ha appreso
il grande amore per l'Eucaristia e il desiderio di riceverla
nella Notte di Natale.
Gesù nasceva e prendeva dimora nella sua piccola amata:
Nennolina. Credo che il mistero dell'Incarnazione lo si recepisca
ancora meglio in questo esempio di vita. "Il Verbo
si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo
a noi" (Gv 1, 14 a).
Qualcuno ha definito questa Serva di Dio come "piccola
mistica", un "piccolo dottore della Chiesa",
ed è vero: lo Spirito Santo l'ha così pervasa
da parlare Lui stesso in lei.
E non sarebbe la prima volta ! Nennolina è una icona
affascinante, che suscita tenerezza. Come si può non
amare una bambina? Chi non rimane stupito di fronte alla delicatezza
di un bimbo?
Il suo sguardo suscita in noi il sorriso, segno di gioia
e di amore. Ecco, guardando Nennolina è questa la sensazione
che si prova.
Personalmente mi sono affidato a lei tantissime volte e spesso
mi ha ascoltato. In una sua letterina promette di mandare
tanti gigli dal Paradiso ossia tante grazie. Un'altra espressione
che va ricordata è il suo desiderio di essere "la
lampada che arde davanti al Tabernacolo giorno e notte";
e vi è riuscita.
Dio l' ha subito esaudita, ha approfittato di questo fiore
che si è donato e in lei ha trovato il suo compiacimento.
Gesù cerca degli adoratori! Adoratori vuol dire uomini
e donne che sono disposti a riconoscerla a farsi strumento
del suo amore. Nennolina è stata uno strumento, una
matita nelle mani di Dio, come ci diceva la Beata Teresa di
Calcutta. O bambina di Gesù, aiutaci ad essere piccoli!
Tu ci hai mostrato di quali "piccoli"
Gesù parla e in te vediamo ben rappresentato il discorso
della montagna: "Beati i puri di cuore perché
vedranno Dio" (Mt 5,8).
Penso che anche per Nennolina si possa parlare dell' Amplexus
che vediamo in San Francesco d'Assisi, in San Bernardo: Gesù
che tende un suo braccio sull'amato dalla croce, in segno
di abbraccio, di condivisione del peso della croce. Questo
è il momento forte dell'anima, il momento in cui si
sale
sulla croce! E' il momento per eccellenza, è
il momento della paura ma è anche il momento dell'abbandono:
"Fai di me ciò che a te piace" (Cfr.
Lc 1, 38);
è il Fiat il Sì come quello di Maria. Nennolina
chiede la guarigione, di riavere la sua gambina, ma non lo
reputa necessario come invece il diventare buona. Il suo continuo
chiedere anime: "Dammi anime" è il segno
dell'oblazione. E' uguale a dire "Io ti offro la mia
vita in cambio della loro salvezza". Quindi Nennolina
è di una generosità estrema di cui forse non
era nemmeno consapevole, ma che risponde al comando di Gesù:
"Non vi è amore più grande, che dare
la vita per i propri amici" (Gv5,13).
Dio per riportare l'uomo a sé ha fatto sì che
suo Figlio soffrisse sulla croce. E così per Nennolina,
perché le anime si convertissero e tornassero a Gesù
fa "dono" a Nennolina della sofferenza. Ecco il
punto: la sofferenza è un dono, è grazia, quando
questa viene vissuta nella gioia e nella comunione con Lui.
Nennolina non si è mai chiesta il perché, ma
come offrire il suo dolore. Ciò che meraviglia è
il silenzio, il non lamentarsi mai, ma solo l'invocazione,
la preghiera. Chi vive in comunione con Dio non può
non assorbire tutto di Lui. La Serva di Dio non pensa solo
alla sua salvezza ma anche a quella della sua famiglia e di
tutti. Quali meraviglie può compiere Dio nelle anime!
Siamo tutti "chiamati alla santità"; forse
non saremo chiamati a vivere l'esperienza della piccola Nennolina,
ma nella nostra quotidianità ci insegna a non lamentarci
troppo.
Dicevo che la sofferenza è un dono; sì lo è
perché ci purifica, ci fa pensare all'essenziale e
ci fa entrare in una comunione diversa con Dio. Si vive un
rapporto diverso, d'intimità, di confidenza, di continui
sguardi d'amore. Sembra assurdo dire che la sofferenza è
bella; ma non v'è bellezza nel Crocefisso? Non rimaniamo
incantati dinanzi alla croce? Spesso i crocifissi sono fatti
con gli occhi aperti e credo che vogliano dire questo: una
sofferenza viva, cosciente e soprattutto vera.
Gli occhi, poi, sono rivolti verso l'alto ed è l'atteggiamento
di chi soffre: guardare in alto, guardare al cielo, guardare
il Padre. Chi soffre intercede, chiede anche per gli altri,
oltre che per se stesso. Bimba prediletta, insegnaci il soffrire!
Giglio di Dio, lampada ardente, bambina di Gesù, insegnaci
a baciare Gesù! Nennolina termina quasi sempre le sue
letterine mandando un bacio a Gesù, a Maria, alla sua
famiglia.
I suoi baci avranno consolato abbondantemente Gesù
e lo avranno così intenerito che non ha più
potuto essere separato dalla sua bimba; così l' ha
portata con sé nella camera d'oro del Paradiso, dove
si conservano i gioielli più preziosi. Avrà
preso posto accanto all' Amato ed eternamente splende come
lampada e profuma come giglio.
Quando Gesù è triste per i nostri peccati guarda
Nennolina, Lei lo bacia e tornano il sorriso e la speranza.
"Caro Gesù
" scrive Nennolina, in vista
della sua prima comunione il giorno di Natale, desiderando
che arrivi presto. Credo che Gesù fosse più
ansioso di lei, più desideroso di lei d'incontrarla
e sperasse che venisse presto Natale per entrare nel suo piccolo
cuore, che gli avrebbe fatto da culla.
Padre Amedeo Maria Riccardi
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