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Il valore della sofferenza
Data la sua giovanissima età,
Nennolina ha dato prova di una comprensione, di un amore della sofferenza
redentrice inspiegabili senza riconoscere lintervento di grazie
straordinarie. Ha intuito che ognuno può e deve compiere
in sé ciò che manca alle sofferenze di Cristo per
la salvezza della anime.
Vedeva
la sofferenza in un modo suo personale, come una "ricompensa"
a Gesù per tutte le sue sofferenze. Intuisce che le sue avrebbero
potuto attenuare quelle di Lui che continua a soffrire non nel suo
corpo fisico, ma nel suo corpo mistico, nei campi di guerra, nelle
tante forme in cui gli uomini peccano e soffrono.
"Sai mamma ? ho offerto la mia gambina a Gesù per la
conversione dei poveri peccatori e perché siano benedetti
i soldati che stanno in Africa".
Al padre: "Il dolore è come la stoffa: più è
forte più ha valore".
Alla madre: " Quando si sente male, si sta zitti e si offre
a Gesù per un peccatore" Gesù ha sofferto tanto
per noi e non aveva peccato: era Dio. E vorremmo lamentarci noi,
che siamo peccatori e sempre lo offendiamo?" .
Al suo direttore spirituale: "Per un momentino solo, mi corico
sulla ferita perché in quel momento posso offrire più
dolore a Gesù".
A chiunque le domandava "Come stai?" rispondeva: "Sto
bene!".
Non vuole che si preghi per la sua guarigione ma perché si
faccia la volontà di Dio: "Voglio stare con Lui sulla
croce perché Gli voglio tanto bene".
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