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  Le preghiere di Antonietta Meo

Misteri del dolore (martedì e venerdì)

1. L'agonia di Gesù nel Getsemani

Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: "Sedetevi qui, mentre io prego". Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate". Poi, andato un pò innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: "Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu". In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. 

(Mc 14,32-36; Lc 22,44)

Nennolina

Caro Gesù in croce (...) Oh Gesù!...Tu che sei tanto buono e vedi che noi facciamo tanti peccati, tu perdonaci e fa che un giorno veniamo con te in Paradiso. O Gesù!...Tu che hai sofferto tanto per noi, ma io voglio riparare tutti questi peccati che vengono fatti a te.

PREGHIAMO

  O Dio, che nel tuo misterioso disegno di salvezza hai voluto continuare la passione del tuo Figlio nelle membra piagate del suo corpo, che è la Chiesa, fa' che uniti alla Madre Addolorata ai piedi della croce impariamo a riconoscere e servire con amore premuroso il Cristo sofferente nel fratelli.

2. La flagellazione di Gesù

Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla: "Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!". E tutto il popolo rispose: "Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli". Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.

(Mt 27, 24-26)

Nennolina

Caro Gesù Flagellato, caro Gesù che soffristi tanto nella flagellazione per noi o Gesù Tu non meritavi di soffrire e io riconosco tutti i miei peccati e te ne chiedo perdono. Caro Gesù è vero che noi siamo stati molto cattivi e io ti chiedo perdono dei miei peccati e di tutti quelli degli altri e tu che sei tanto buono perdonali e falli venire in Paradiso. Caro Gesù tu hai sofferto tanto nella flagellazione con pazienza e io voglio imparare che se mi danno qualche schiaffo o mi fanno qualche dispetto non glielo devo ridare ma invece devo prenderlo con buoni modi per amor tuo.

PREGHIAMO

  O Dio, che per redimere il genere umano, sedotto dagli inganni del maligno, hai associato alla passione del tuo Figlio la Madre Addolorata, fa' che tutti i figli di Adamo, risanati dagli effetti devastanti della colpa, siano partecipi della creazione rinnovata in Cristo redentore.

  

3. La coronazione di spine

Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: "Salve, re dei Giudei!". E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

(Mc 15, 17-20)

Nennolina

Caro Gesù in Crocifisso io lo so che tu hai sofferto tanto sulla croce e ti prometto di fare tanti sacrifici per riparare ai peccati che ti hanno fatto tanto soffrire.

PREGHIAMO

O Dio, che accanto al tuo Figlio hai voluto presente la Vergine Madre, associata in un unico martirio, fa' che il popolo cristiano, accogliendo questo segno del tuo amore, sperimenti sempre più i frutti della redenzione.  


4. La via crucis

Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: "Ecco il vostro re!". Ma quelli gridarono: "Via, via, crocifiggilo!". Disse loro Pilato: "Metterò in croce il vostro re?". Risposero i sommi sacerdoti: "Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare". Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: "Gesù il Nazareno, il re dei Giudei".

(Gv 19, 13-19)

Nennolina

Caro Gesù in croce, io ti voglio tanto ma tanto bene e dillo anche a Dio Padre che le voglio tanto bene. Benedici caro Gesù in Croce la Chiesa il S. Padre il Clero i miei genitori a me la mia sorellina e tutto il mondo.

PREGHIAMO

  O Dio, che nel sangue prezioso del tuo Figlio hai riconciliato a te il mondo, e ai piedi della croce hai costituito la Vergine Maria riconciliatrice dei peccatori, per i suoi meriti e le sue preghiere, concedi a noi il perdono delle colpe e una rinnovata esperienza del tuo amore.


5. Crocifissione e morte di Gesù

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!".  Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!". E, chinato il capo, spirò.

(Gv 19, 25-30)

Nennolina

Caro Gesù Crocifisso, io voglio restare sempre con te sul Calvario. Caro Gesù ti bacio le piaghe e i piedi (...)Ti saluto, Ti adoro o Gesù!...e voglio stare sempre sul calvario sotto la Croce.

PREGHIAMO

Dio, Padre di misericordia, il tuo unico Figlio, morente sulla croce, ha donato a noi come nostra madre la sua stessa madre, la beata Vergine Maria; fa' che sorretta dal suo amore, la tua Chiesa, sempre più feconda nello Spirito, esulti per la santità dei suoi figli.


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